Pochi sanno che l'attuale porto di Ischia era originariamente un piccolo lago detto Pantaniello che accoglieva al suo interno anche un piccolo isolotto, ilTondo sui cui i Basiliani eressero una cappella a San Nicola. Il laghetto era profondo poco più di due metri e vi si pescavano pesci pregiati. Nel 1670, per eliminare il cattivo odore, si aprì una piccola bocca. La trasformazione del laghetto però in porto si deve alla volontè del Re Ferdinando II. Una lapide posta all'ingresso del porto ricorda l'inaugurazione del porto da parte del sovrano avvenuta nel settembre del 1854. Sempre alla volontè del sovrano è da ricondursi la chiesa di Portosalvo, inaugurata nel 1857, che si apre col suo peristilio ionico sul porto.
Non lontano trovasi lo Stabilimento Balneo-Termale Militare, l'ex Palazzo Reale di Ischia. Percorrendo la vicina via Roma, oggi cuore dello shopping isolano, facilmente si raggiunge l'altra zona del comune, detta Ischia ponte. Si affaccia su questa strada la Chiesa di san Pietro o di Santa Maria delle Grazie, eretta nel 1781. La chiesa fu teatro di una triste esecuzione. Il 19 luglio del 1799, Pasquale Battistessa nobile napoletano, fu condannato insieme ad altri insorti dal giudice Speciale all'impiccagione per aver partecipato ai moti della Repubblica Napoletana. I cadaveri furono portati in una delle stanze adiacenti alla chiesa di san Pietro. Battistessa, che era stato creduto morto, si riebbe e si trascinò sui gradini dell'altare maggiore, ma su ordine dello stesso giudice fu lì sgozzato. Le sue ceneri riposano ora nella fossa della chiesa.
Prima di giungere ad Ischia ponte, si possono notare la Chiesa ed il Convento di sant'Antonio Eretti nel 1740, su primitive costruzioni del 1225 distrutte dalla colata dell'Arso. Custodisce il corpo di San Giovan Giuseppe della Croce. A fianco alla Chiesa si trova oggi la Biblioteca Antoniana.
Nell'antico Borgo di celso (oggi Ischia ponte) sorgono i palazzi degli antichi patrizi ischitani. Qui sorge la Chiesa dello Spirito Santo eretta dai pescatori nel 1652 e accanto la Congrega di Santa Maria di Costantinopoli eretta nel 1613 in cui si tenevano le tornate consiliari.
Non lontano è la cattedrale. Fu costruita da Pietro Cossa, duca di Bellante, nel 1390, rinnovata dagli Agostiniani che la tennero dal 1596 al 1613, divenne cattedrale nel 1810. Al suo interno, il fonte battesimale con colonne e statue proviene dalla tomba di Giovanni Cossa nella vicina cattedrale del Castello Aragonese. Sempre dal Castello Aragonese di Ischia fu portato nel 1811 un crocefisso ligneo del XIII sec. e il reliquiario del braccio di sant'Andrea con lo stemma dei Cossa.
Nella zona di Cartaromana si trova la Torre di Guevara oTorre di sant'Anna o di Michelangelo( in accordo alla tradizione popolare che vuole la torre essere stata disegnata dall'artista fiorentino. Fu eretta nella prima metè del '500 da Giovanni di Guevara, duca di Bovino. A fianco il duca vi costruì un Ninfaio dove si trovava la fontana di Restituta di Bulgaro che ispirò il Boccaccio nella sesta novella del quinto giorno del Decamerone.
Non lontano la Chiesa di sant'Anna, eretta da Bernardino Galatola nel 1498. Sull'omonima collina sorge la Chiesa di san Domenico, nel luogo ove nel 1580 sorgeva un ospizio di monaci domenicani. Nella localitè Campagnano si trova invece la Chiesa della Annunziata costruita nel 1602.
Nella zona detta dei Pilastri, trovasi un grande e bell'acquedotto fatto erigere nel 1637 da Girolamo Rocca, vescovo di Ischia.
La Chiesa di san Ciro che si trova nell'abitato omonimo fu ricostruita nel 1926 sul vecchio edificio risalente al 1893, portandosi verso la piazza, sulla destra percorrendo Via Cavone della Panzesa (oggi Via delle Vigne) si sbocca in via Nuova dei Conti al cui termine si trova una piccola edicola votiva dedicata alla Vergine del Terzito, eretta da Gaetano Sanfilippo, di Lipari che coi suoi fratelli introdusse sull'isola la solforazione delle viti attaccate dalla crittogama.
Fonte: Wikipedia Ischia
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